Giardino di Ninfa

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Ninfa nell’VIII secolo entrò a far parte dell’amministrazione Pontificia e, dal secolo successivo, divenne città e governata da importanti famiglie nobiliari. Nel 1159, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, fu incoronato pontefice Alessandro III. Nel 1298 Pietro II Caetani, noto come Bonifacio VIII, acquistò Ninfa e i suoi territori limitrofi. Nel 1381 Ninfa fu saccheggiata e distrutta e, causa anche la malaria nelle vicine pianure, la città non fu più ricostruita e venne abbandonata.

Il Giardino di Ninfa è un luogo unico al mondo dove i ruderi medievali convivono in perfetta simbiosi con la vegetazione. Alla fine dell’800 i Caetani tornarono ai loro possedimenti, bonificarono gli acquitrini, eliminarono le infestanti che ricoprivano i ruderi medievali, restaurarono il palazzo baronale (l’ex Municipio) e, all’inizio del ‘900, ci fu la piantumazione dei primi alberi.

–          Il Percorso del Giardino di Ninfa in 10 punti

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  1. Santa Maria Maggiore

La cattedrale di Santa Maria Maggiore del XII secolo, era a tre navate e nell’abside sono ancora visibili i resti di un affresco.

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  1. San Giovanni

Era una delle sette chiese di Ninfa medievale che prendevano nome dalle più importanti basiliche di Roma. Ne è visibile solo l’abside, sempre del XII secolo

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  1. Giochi d’acqua

L’acqua è per Ninfa l’elemento vitale e caratterizzante. Il lago e il fiume che ne fuoriesce, costituiscono i fossati che circondavano la città; i ruscelli e le piccole sorgenti impreziosiscono l’interno del giardino insiemi agli stagni.

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  1. Via del Ponte

La Via Pontis era una delle vie principali della città medievale e, con la piantumazione del ‘900, si evidenziarono le emergenze architettoniche.

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  1. Piazzale della Gloria

Si arriva al Piazzale dei Ciliegi attraverso un doppio filare di splendide lavande e si possono scorgere i ruderi della chiesa di San Biagio e fitte piante arbustive che scendono verso il manto erboso.

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  1. Ponte a due luci

Questo ponte “magico” cattura ogni artista, ogni scrittore, ogni visitatore e, all’esterno della cinta muraria, si alza maestoso un pioppo inserito nell’archivio degli “Alberi Monumentali d’Italia”.

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  1. Ponte Romano

Percorrendo la via Pontis, attraversiamo il Ponte Romano, sopra il fiume Ninfa, avvolto da spettacolari intrecci di glicine dai grappoli di fiori violacei.

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  1. Sorgente dei bambù

La sorgente dei bambù è racchiusa dalle grandi e flessuose canne di bambù, introdotte dal giardino di Fogliano, altro luogo caro alla famiglia Caetani.

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  1. Fiume Ninfa

Grazie alla forza motrice dell’acqua, anche dopo l’abbandono del 1381, Ninfa continuò la sua attività produttiva. C’erano dighe, mulini, ferriere e impianti per la lavorazione della lana, i cui ruderi sono visibili sul lato opposto del fiume.

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  1. Piazzale del Municipio

L’ex Municipio del XII secolo, fu ristrutturato e adibito a villa di campagna della famiglia Caetani all’inizio del ‘900. Adiacente al Municipio si può ammirare l’alta torre di 32 metri e le sue eleganti bifore

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