Fontane rinascimentali a Roma

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Le fontane rinascimentali a Roma, per lo più commissionate da nobili, papi e personaggi altolocati, nascono per abbellire i loro palazzi e giardini.

Utilizzate anche come rinnovamento urbanistico, interrompono una fila monotona di palazzi, riducendo l’ampiezza di una piazza inserendo un elemento artistico.

Lo sviluppo di nuove conoscenze e tecniche idrauliche amalgamate all’aspetto artistico, fanno delle fontane rinascimentali opere a sé, invenzioni architettoniche, grazie ad artisti del calibro di Giacomo Della Porta, Carlo Maderno e Gian Lorenzo Bernini.

Scopriamone alcune:

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1. Fontana del Mosè

Conosciuta anche come fontana dell’Acqua Felice, in onore di papa Sisto V, per rifornire di acqua i rioni dei colli Viminale e Quirinale e, soprattutto, la sua villa Montalto posizionata su entrambi i colli. Viene inaugurata il 15 giugno 1587.

Nel nicchione centrale è raffigurato Mosè che indica le acque fuoriuscire miracolosamente dalla roccia, opera di Leonardo Sormani, con la collaborazione di Prospero Antichi, detto il Bresciano. Nelle nicchie laterali, due altorilievi illustranti episodi biblici legati con l’acqua: a sinistra l’Aronne guida il popolo ebreo all’acqua scaturita dal deserto, opera di Giovan Battista Della Porta; a destra il Gedeone seleziona i soldati guardando il loro modo di bere di Flaminio Vacca e Pietro Paolo Olivieri, autori anche degli angeli che sorreggono lo stemma di Sisto V.

 

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2. Fontana delle Tartarughe

La fontana delle Tartarughe si trova nella piccola piazza Mattei al centro dell’isolato dei palazzi che appartenevano alla potente famiglia Mattei.

Costruita su probabile progetto di Giacomo Della Porta nel 1581, i lavori furono eseguiti dallo scultore Taddeo Landini, che avrebbe dovuto realizzare quattro efebi e otto delfini, previsti prima in marmo e poi in bronzo.

Le tartarughe che gli efebi sembrano spingere e dissetarsi nella vasca superiore, e che hanno dato il nome alla fontana, furono inserite in un restauro del 1658 operato per volere di papa Alessandro VII, e sono attribuite a Gian Lorenzo Bernini o a Andrea Sacchi.

 

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3. Fontana di Marforio

La fontana di Marforio è una grande scultura marmorea di epoca romana del I secolo, raffigurante forse il dio Nettuno, l’Oceano o il Tevere.

Un documento del 1588, fa risalire la denominazione della fontana dal nome di una famiglia Marioli o Marfuoli, che aveva una proprietà nei pressi del Carcere Mamertino, nella zona dei Fori, dove la statua sarebbe rimasta fino al 1588. Successivamente, per volere di papa Sisto V, viene spostata prima sulla piazza di S. Marco e poi sulla piazza del Campidoglio, ad ornamento di una fontana progettata da Giacomo Della Porta. Nel 1594 la restaurazione ha previsto la ricostruzione totale di una parte del viso, del piede destro e della mano sinistra che stringe una conchiglia.

A metà del XVII secolo papa Innocenzo X fece spostare di nuovo statua e fontana, a causa di lavori necessari per l’edificazione del Palazzo Nuovo che doveva completare la piazza del Campidoglio. Statua e fontana furono poi inserite nel cortile dello stesso Palazzo Nuovo, nei Musei Capitolini, dove si trovano attualmente.

 

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4. Quattro Fontane

L’opera in travertino, realizzata tra il 1588 e il 1593, è divisa in quattro parti sfruttando delle nicchie rettangolari ricavate appositamente negli angoli dei palazzi crocevia. I diversi soggetti, sono però raggruppati a coppie analoghe: due figure maschili barbute, allegorie del Tevere e dell’Arno, che fronteggiano rispettivamente due femminili, che rappresentano Diana e Giunone. Le prime due simboleggiano Roma e Firenze, mentre quelle di Diana e Giunone sono simbolo rispettivamente di Fedeltà e Fortezza.

Il disegno delle fontane del Tevere, dell’Arno e di Giunone è forse di Domenico Fontana, anche se gli storici dell’arte tendono ad attribuire a Pietro Paolo Olivieri l’Arno e il Giunone. La quarta, quella di Diana che volge le spalle a nord, è attribuita a Pietro da Cortona.

 

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5. Fontana della Terrina

La fontana della Terrina è una fontana romana che Giacomo Della Porta progettò e realizzò nel 1590 su commissione di papa Gregorio XIII. Nel 1899 spostata dalla sede originale di Campo de’ Fiori, per lasciare posto al monumento a Giordano Bruno, rimane molti anni in un magazzino comunale. Nel 1924, recuperata la “Terrina” originale e riposizionata, inserita in una sorta di piscina quadrata più bassa del livello stradale, la fontana si trova attualmente in Piazza della Chiesa Nuova.

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